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Pattinaggio, Psicologia - Enrico Fabris si ritira perché non sente più il fuoco dentro

Guido Tedoldi avatar Venerdì 2 Dicembre 2011, 03:14 in Le regole della vittoria, Sports di Guido Tedoldi

Enrico Fabris non è più il pattinatore su ghiaccio più veloce d'Italia. II 18 novembre a Chelyabinsk è arrivato ultimo nei 1˙500 metri di coppa del Mondo, che aveva vinto all'Olimpiade di Torino 2006. Ha scoperto di non avere più il fuoco dentro.

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Enrico Fabris quando aveva il fuoco interiore per il pattinaggio

 

Enrico Fabris non è più il pattinatore su ghiaccio più veloce d'Italia. Fino allo scorso 18 novembre, quando è iniziata a Chelyabinsk, in Russia, la coppa del Mondo 2011/2012, era il leader indiscusso della Nazionale azzurra - e non soltanto perché nel 2006 aveva vinto 2 ori Olimpici a Torino. Ma quel giorno è arrivato ultimo nei 1˙500 metri. Il giorno seguente erano in programma i 5˙000, ma lui ha staccato.

Il motivo lo ha spiegato lui stesso, con lucidità, a Simone Battaggia per la Gazzetta dello Sport del 22 novembre: «Proprio perché so cosa significhi disputare grandi gare, mi rendo conto quando manca quel qualcosa dentro... mi mancava proprio il fuoco».

 

Una situazione, peraltro, che si presentava solo in gara, perché in allenamento invece rendeva: «Nell'ultimo anno e mezzo - ha detto Fabris - mi è capitato spesso di sentirmi stanco di gareggiare. Mi allenavo benissimo, e bene mi sono presentato anche a questo inizio di stagione, ma quando arrivavo sulla linea di partenza mi sentivo svuotato».

Che Fabris si allenasse bene lo aveva visto anche uno degli allenatori della Nazionale azzurra, Sergio Anesi, che ha detto alla Gazza: «È stato un esempio per tanti ragazzi. Via lui se ne va una grande parte della squadra».

 

Per capire cosa rappresentasse Fabris per il movimento del pattinaggio di velocità su ghiaccio italiano, basti dire che è stato l'unico oro azzurro individuale in un'Olimpiade (fonte Wikipedia) quando nel 2006 vinse i 1˙500, e il trascinatore della squadra dell'inseguimento sulla via del secondo oro. Nei giorni di Torino era tra i migliori al mondo, insieme agli olandesi e agli statunitensi che sono i tradizionali dominatori del pattinaggio in pista lunga.

Peraltro gli olandesi li aveva già sconfitti alcune settimane prima dell'Olimpiade, quando vinse il titolo Europeo allround, e ancora l'anno successivo quando ottenne il record Mondiale sui 5˙000.

 

Alla base dei suoi successi c'era il lavoro con Maurizio Marchetto, ct azzurro dell'epoca, noto per la sua ricetta: vince chi lavora (molto) più duramente degli altri.

Adesso Marchetto lavora con la Nazionale russa, in particolare con Ivan Skobrev - nel 2011 campione Mondiale ed Europeo allround. E lo stesso Skobrev ha rivelato i suoi metodi al sito web WinterSport-News: «Prima di lavorare con lui, non pensavo che un essere umano potesse lavorare così duramente. Ringrazio ancora oggi Maurizio per aver preparato quei programmi di allenamento quasi impensabili talmente erano duri. Pensavo che non avrei mai recuperato da sessioni di lavoro del genere».

 

Fabris era uno che non si facesse spaventare dal lavoro. E non era nemmeno anziano dal punto di vista agonistico, avendo compiuto 30 anni a ottobre.

Gli è mancato qualcos'altro, che per anni aveva avuto: il fuoco dentro che trasforma l'allenamento in risultato sportivo.


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