Le 20 squadre di calcio più ricche d'Europa hanno fatturato l'8% in più nel 2010 rispetto al 2009, superando i 4 miliardi di euro di giro d'affari. Ma in Europa il 47% delle squadre di A è indebitata.

Le 20 squadre di calcio più ricche d'Europa hanno fatturato l'8% in più nel 2010 rispetto al 2009, arrivando a superare i 4 miliardi di euro di giro d'affari - 4,3 miliardi per la precisione. E siccome hanno sempre più soldi, si scambiano giocatori con sempre maggior frequenza: secondo la Fifa, il massimo organismo del calcio mondiale, a gennaio sono stati registrati 2˙451 trasferimenti di calciatori, un record mai registrato prima dal sistema computerizzato che controlla il mercato.
Questi dati sembrano descrivere uno scenario completamente diverso rispetto a quello con cui ha a che fare la Uefa, il massimo organismo del calcio europeo. Secondo i dati Uefa (ne ho parlato in questo blog il 1° marzo 2010) il 47%, ossia quasi la metà, delle 732 società che partecipano ai campionati continentali di serie A sono indebitate.
L'analisi sulle prime 20 società l'ha effettuata Deloitte, un'azienda privata di certificazione, e sono stati pubblicati da Carlo Laudisa sulla Gazzetta dello Sport dello scorso 11 febbraio.
In quell'articolo non si parla di indebitamenti bensì di meri fatturati, per dedurre che le squadre più ricche d'Europa sono il Real Madrid (che fattura 438,6 milioni di euro) e il Barcellona (398,1 milioni), seguiti dal Manchester United con 349,8 milioni.
Le società citate appartengono a soltanto 5 campionati: 7 sono inglesi, 4 italiane e tedesche, 3 spagnole e 2 francesi. La prima italiana è il Milan, al 7° posto (fatturato di 235,8 milioni), 9ª l'Inter (224,8 milioni) 10ª la Juventus(205 milioni) e 18ª la Roma (122,7 milioni). Tra le nostre società rispetto a quelle straniere si segnalano 2 anomalie: la Roma è l'unica ad averdiminuito il fatturato (del 16,2%, perché nel 2009 fatturava 146,4 milioni) e il Milan è quella che dipende di più dalle entrate televisive, 60%, cioè quasi il doppio di Real e United, che sono al 36-37% e al Bayern, che è poco oltre il 25%.
Un ultimo dato riguarda la crescita economica delle società negli ultimi 5 anni. La italiana cresciuta di più è l'Inter, che è passata da 188 a 224,8 milioni (+19%) ma è distanziata da altre società come l'Arsenal, che è aumentato del 42,8% e dal Real, che è cresciuto di più del 50%.
Tutti numeri che fanno pensare che l'industria del calcio stia diventando sempre più importante nel nostro continente. Una crescita dell'8% in un anno, quando il resto dell'economia europea stenta a superare l'1% (con Paesi come la Germania che crescono di più, ma anche come casi di crisi durissima come quella greca e quella irlandese) significa che il calcio riesce ad attirare sempre di più capitali e interessi.
Però è anche un'industria che cresce in maniera diseguale: i ricchi sono sempre più ricchi, e i poveri intanto stentano. Se non fosse così, il presidente dell'Uefa Michel Platini non avrebbe nemmeno potuto mettersi a parlare del fairplay finanziario, regola che con varie modalità entrerà in vigore dal 2012. E con quella regola le società, se vorranno partecipare alle competizioni internazionali, dovranno fare in modo di crescere ma senza fare debiti.