Francisco José Rodrigues Da Costa, meglio noto come Costinha, ha giocato nell’Atalanta dal 2007 al 23 febbraio 2010.
Cioè, giocato... è stato ingaggiato nel 2007 e ha rescisso consensualmente il contratto lo scorso 23 febbraio. Nel frattempo ha disputato soltanto una partita, la prima del campionato di serie A del 2007/2008 con il Parma, perché poi si è infortunato ed è uscito al 9° minuto del 2° tempo. In totale ha trascorso in campo 54 minuti, il resto panchina e infermeria.
L’Atalanta, però, ha continuato a pagarlo regolarmente: 1,4 milioni di euro l’anno netti per 3 anni di contratto. Cioè 4,2 milioni netti (più circa altrettanti di tasse) come calcolato da Pietro Serina sull’Eco di Bergamo del 24 febbraio.
Al minuto fa uno stipendio netto di 71˙296 euro.
Va detto che nel giugno 2008, dopo la fine della prima stagione di contratto, Costinha ha tentato di accordarsi con l’Atalanta per andarsene. Però voleva una buonuscita che fosse la metà di quanto aveva firmato. A quel tempo aveva ancora 2 anni di contratto, a un costo per la società di 5,6 milioni lordi. Se fosse andato via, la società avrebbe pagato 1,4 milioni netti al giocatore, 1,4 milioni di tasse e risparmiato 2,8 milioni.
Ma la società rifiutò.
All’inizio del 2010, però, l’accordo è stato raggiunto. Dal punto di vista burocratico il contratto è stato rescisso consensualmente per l’ultimo semestre di validità. Per quel periodo, invece di 700˙000 euro netti Costinha ne ha percepiti la metà, 350˙000, e altrettanti ne ha risparmiati l’Atalanta.
In sintesi, avendo la possibilità di risparmiare 2,8 milioni nel 2008, i dirigenti atalantini hanno pensato fosse meglio risparmiarne 350˙000 due anni dopo.
Questo balletto di cifre dà un po’ l’idea dell’ambito mentale nel quale agiscono i dirigenti del calcio professionistico contemporaneo. E di cui i giocatori, in quanto creatori del prodotto calcio, cercano di godere il più possibile.
Anche perché, in quest’ottica, Costinha quei soldi li valeva perfettamente. Vero che è arrivato a Bergamo a 32 anni, quindi quasi a fine carriera, ma in precedenza (fonte Wikipedia) era stato colonna della nazionale del Portogallo finalista all’Europeo del 2004 e semifinalista del Mondiale 2006, e aveva vinto scudetti e coppe a go-go. Con il Monaco, in Francia, ha vinto 1 scudetto e 2 Supercoppe, con il Porto allenato da José Mourinho ha vinto 2 scudetti e 1 coppa nazionale in Portogallo, poi 1 coppa Uefa, 1 Champions e 1 Intercontinentale.
E poi non è nemmeno un tipo da starsene con le mani in mano: appena 3 giorni dopo la fine del contratto con l’Atalanta, ha firmato con lo Sporting Lisbona per diventarne il direttore sportivo.
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