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Calcio, Etica – La scelta di Van Der Sar: la famiglia è più importante del lavoro

Guido Tedoldi avatar Mercoledì 6 Gennaio 2010, 01:03 in Le ragioni del denaro, Sports di Guido Tedoldi

Il 23 dicembre scorso Edwin Van Der Sar si è trovato davanti a una scelta drammatica: continuare a giocare a pallone oppure smettere (almeno per un periodo) per stare accanto alla moglie Annemarie, colpita da un ictus, e ai figli piccoli.

E non ci ha pensato su troppo, ha scelto la famiglia.

 

La stessa scelta l’aveva fatta nel 2004 Cesare Prandelli, all’epoca neoallentatore della Roma. Sua moglie era malata e Prandelli lasciò la panchina per stare con lei. «Sono un uomo fortunato – disse Prandelli – un operaio non potrebbe permettersi di abbandonare il lavoro per stare accanto alla moglie, io sì».

Prandelli è rimasto vedovo nel 2007 e adesso è tornato al lavoro sulla panchina della Fiorentina, con cui sta costruendo un progetto a lunga scadenza nei piani alti della classifica di serie A.

 

Van Der Sar non è chiaro se tornerà più al lavoro. Perlomeno, non è chiaro se lavorerà più nello stesso ruolo di portiere di una delle squadre di club più importanti al mondo, il Manchester United, e di una delle nazionali più forti, quella olandese: i portieri possono avere una carriera un po’ più lunga rispetto ai calciatori di altri ruoli, ma a 39 anni prendersi una lunga pausa può voler dire smettere.

Proprio per questo la sua scelta, immediata e non meditata, è importante. Al lavoro ha scelto la famiglia. Nella nostra epoca caratterizzata dal poco lavoro, e perdipiù con lo stipendio alto che la sua posizione gli permette (2 milioni di euro l’anno, secondo il sito web del Corriere dello Sport) non era così scontato che avrebbe privilegiato gli affetti rispetto al lavoro.

Van Der Sar si è preso tutta la responsabilità di essere personaggio pubblico e quindi esempio etico. E ha preso una decisione che anche il suo allenatore, Alex Ferguson, ha approvato in pieno, come hanno riportato le agenzie giornalistiche: «L’ospedale dove è ricoverata sua moglie è l’unico posto dove Edwin deve stare in questo momento. Non ha senso che faccia altro».

 

Per il Manchester United non è una perdita di poco conto. Il 4 marzo 2009 Van Der Sar aveva stabilito il record di imbattibilità della Premier League con 1˙311 minuti, più di 14 partite consecutive senza subire goal (dice la pagina a lui dedicata dalla Wikipedia) ed è il detentore anche del record mondiale di imbattibilità per portieri delle nazionali dal 2006, con 1˙013’, cioè più di 12 partite. Suo è anche il record di imbattibilità in partite della Champions League, il record di rigori consecutivi parati nel campionato inglese e, perfino, un record di imbattibilità come portiere della Juventus, stabilito nel biennio tra il 1999 e il 2001 in cui giocò nel nostro campionato. In quel periodo però la Juve non vinse scudetti, e visto come lo chiamavano i tifosi (Saponetta) la dirigenza decise di venderlo.

In totale Van Der Sar ha vinto 31 trofei, di cui 21 con le sue squadre (tra cui 7 scudetti tra Olanda e Inghilterra, 2 Champions League e 2 coppe Intercontinentali) e 10 individuali, tra cui la nomina a miglior portiere d’Europa nel 1995.

Un grande.

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