Michel Fabrizio in questa stagione è diventato uno dei piloti importanti del Mondiale Superbike. Attualmente è 3° nella classifica del campionato, dietro solo al suo compagno di squadra in Ducati, Noriyuki Haga, e a Ben Spies.
Mai prima di adesso era arrivato così in alto, se si esclude la stagione 2003 in cui disputò il campionato Europeo Superstock e conquistò il titolo vincendo 5 delle 9 corse previste e arrivando a podio nelle altre. Dopo di allora ha ottenuto soltanto risultati mediocri.
Cos'è stato a determinare la svolta? Lo ha ammesso lo stesso Fabrizio a Carlo Gozzi, in un'intervista pubblicata dalla Gazzetta dello Sport del 20 giugno: «Lo scorso anno facevo finta di allenarmi, in realtà mi godevo la vita. Ma in pista mi stancavo e non riuscivo a concentrarmi. Adesso è diverso: ho un preparatore che non mi perde di vista un istante, vivo tra palestra e bicicletta».
Con queste premesse un pilota che l'anno scorso sembrava solo il fortunato compagno del campione del Mondo Troy Bayliss nella squadra Ducati ufficiale, e arrivava 8° nella classifica finale del campionato con 7 podi ottenuti in 28 corse, quest'anno ha ottenuto una striscia di 9 podi nelle ultime 10 corse disputate, con 1 vittoria a Monza lo scorso 10 maggio.
Fabrizio, allenandosi con costanza, ha anche cambiato il suo approccio alle gare. Lo ha detto ancora a Gozzi: «Una volta ero “il maghetto del bagnato”, avevo moto inferiori e l'acqua era un'occasione da sfruttare. Adesso spero nell'asciutto».
Le moto «inferiori» di cui parla Fabrizio forse non sempre lo erano, per la verità. Quando esordì nel Motomondiale 125cc, nel 2002 a 17 anni, aveva la stessa Gilera con cui Manuel Poggiali arrivava 2° nella classifica finale del Mondiale, ma come miglior risultato fece 13° in Giappone (fonte Wikipedia). E nel 2006 ebbe la possibilità di guidare una Honda del team Gresini in MotoGp, ma cadde in prova e si fratturò una clavicola.
Ma che fosse un buon manico lo avevano intuito in tanti, visto che continuava ad avere mercato.
La convocazione in Ducati superbike nel 2008, però, ad alcuni (tra cui me) era sembrata eccessiva. Al massimo poteva essere considerato il lavoro in prospettiva del team che aveva già la moto migliore e il pilota migliore. Bayliss era quello destinato a vincere il Mondiale nella sua ultima stagione agonistica, e che il giovane talento crescesse in pace.
Anche per la stagione 2009, infatti, a Fabrizio è stato affiancato il sicuro campione Haga, convinto a venir via dalla Yamaha.
E in questo contesto il giovane sembrava essersi seduto. Un 4° e un 5° posto nel primo Week end di campionato in Australia, fuori dai punti in entrambe le corse del Qatar... poi 2 podi in Spagna, ma ancora zero punti in Olanda... Sembrava il pilota bravino ma che si accontenta presto.
Invece, allenandosi, sono arrivati i risultati.
Qualcosa è scattato nella sua voglia.
Era solo lì da prendere, dopotutto, no?