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Pugilato – Boxe, lo sport che fa male

Guido Tedoldi avatar Lunedì 5 Novembre 2007, 01:01 in Le ragioni del denaro, Sports di Guido Tedoldi

La Bma, l'associazione dei medici inglesi, ha recentemente pubblicato dei dati relativi alla pericolosità dello sport del pugilato. E i numeri sono impressionanti.

Lo studio è stato pubblicato il 5 settembre dal sito web www.galileonet.it e cita ricerche fatte dai medici inglesi a partire dal 1974, quando fu fatto uno screening sulle encefalopatie traumatiche croniche. Lo sport meno pericoloso in quel senso risultò essere il rugby (!) perché solo 2 praticanti avevano quella malattia. Il calcio, ne aveva di più, 5. Il pugilato, 294.

 

Questi risultati sono stati confermati, quando non peggiorati, da studi successivi condotti in Gran Bretagna dalla Bna, l'associazione dei neurologi, e nel resto del mondo dalla Wma, l'associazione mondiale dei medici.

I medici hanno perfino individuato una malattia «professionale» dei pugili, la sindrome da punch-drunk, definibile come uno stato di obnubilamento delle facoltà cognitive paragonabile a uno stato di ubriacatura permanente. Ma non è mica l'unica. I pugili hanno in misura maggiore rispetto al resto della popolazione patologie quali Alzheimer e Parkinson (perdita della memoria, difficoltà di deambulazione e di parola, mancanza di lucidità mentale). Altro tallone di Achille sono gli occhi che vanno inevitabilmente incontro a midriasi (allargamento permanente della pupilla), glaucomi, distacco della retina, emorragie coroidali.

 

Tutti questi malanni colpiscono, anche a distanza di anni, i pugili che sono sopravvissuti ai combattimenti. Perché sul ring c'è anche chi muore: a partire dal 1990 i casi registrati sono 140, una media di più di 8 all'anno.

 

Il consiglio dei medici della Wma? Scontato: abolire la boxe.

Le misure di sicurezza introdotte negli ultimi anni, soprattutto tra i dilettanti (caschetti, round più brevi per diminuire la fatica degli atleti – perché i colpi si assorbono meno quando si è stanchi) non sono risolutive. Anche perché se la carriera di un professionista non sempre va oltre i 50 incontri, quella di un dilettante può superare i 300, perdipiù raggruppati in tornei che durano un paio di settimane nei quali si arriva a combattere 7-8 volte.

 

Nel mondo, 11 nazioni hanno seguito il consiglio della Wma e abolito il pugilato sul proprio territorio.

È uno sport che ha una sua bellezza, una sua epica.

Ma, accidenti. È uno sport che fa male.

36
36 commenti
36
01 Mag 2012
alle 14:46

Adriano

Quoto  Dasdia Christian e Steve. Mio figlio pratica la boxe, io lo seguo sempre, e tra poco entrerà nel professionismo per sua scelta. Il suo allenatore è un grande, figlio di un campione di boxe morto per cancro e lui 4 volte campino del Mondo di kick boxing, e insegna ai ragazzi, prima di tutto a difendersi, a prendere pochi pugni, e li manda sul ring solo quando sono pronti, sempre contro avversari più forti ma nelle loro possibilità, perchè si abituino a vincere guadagnandoselo, e a perdere senza farsi massacrare. Poi gli arbitri, sono addestrati a salvaguardare gli atleti, che vengono contati non appena prendono un pugnetto appena più pesante del normale, proprio per evitare assurde sequenze di colpi che nel dilettantismo non servono anulla. Smettete di scrivere fesserie, anche se scritte nel 2007, restano proprio perchè scritte, e lette anche anni dopo loro si che fanno danni!!!!

35
13 Apr 2012
alle 15:14

gaberuz

ciao a tutti sono un pugile dilettante la boxe fa bene alla salute

34
14 Nov 2011
alle 16:24

Daniele

Salve, sono un Tecnico Federale di Pugilato: Queste statistiche sono molto superficiali.. andrebbe fatta una netta distizione tra attivita' Amatoriale, Dilettantistica e Professionistica.Certamente un Pugile Professionista(che ha scelto questa Carriera come lavoro) va' incontro a dei rischi maggiori rispetto ad un Dilettante che combatte con Caschetto e Guantoni omologati (anti-shock),approvati da Commissioni Internazionali, prorio per tutelare al massimo l'incolumita' dei praticanti. Ricordiamo a tutti che un AGONISTA di Pugilato deve sostenere visite mediche severissime ed elettroencefalogramma obbligatorio ogni anno,prima di salire sul ring e che a seguito di un Knock Out subito(KO),è previsto un lungo periodo di stop.

33
10 Ott 2011
alle 22:59

Dasdia Christian

nessuno è obbligato a praticarlo...di certo non è uno sport per  mollicci!!!andate a rompere i cog****i alle multinazionali del tabacco,quello fà più vittime!!!

32
04 Lug 2011
alle 18:01

steve

Perchè non abolite il fumo che crea migliaia di morti all'anno fra cardiopatie e tumori vari!? Perchè non abolite il calcio visto che centinaia di tifosi sono morti fra le tribune o fuori agli stadi per una partita di calcio!!!? E perchè non abolite i superalcolici che sono tra la prima causa di incidenti stradali mortali tra i giovani!!!?

31
03 Lug 2011
alle 22:49

zazzi

io pratico pugilato.. magari non è il massimo come sport nel punto di vista della salute.. ok.. ma quante cose fanno male?? quante persone dopo anni e anni che hanno fumato si ritrovano un tumore?? ce ne sarebbero di cose che si possono trovare che fanno male...! il mio allenatore ha quasi 60 anni ed era un pugile professionista ed è più sveglio di molta gente che è qua per criticare ;) perchè voler abolire uno sport magnifico come questo?? e poi ora le precauzioni sono triplicate rispetto un tempo!!!

30
03 Mag 2011
alle 23:07

mikelux

io da quando faccio la boxe (panchina)mi lamento sempre di dolori che in realtà non ho.secondo voi continuare con la pratica sportiva della boxe,diciamo amatoriale per quanto mi sia possibile praticarla ,daltronde con i mille impegni che un ragazzo più o meno giovane puo avere una città come quella dove mi trovo io(foligno),è per certo che si possa continuare questo sport a mio avviso molto più che avvincente??lecito??senza contare che ...hahaha..insomma dai ..diciamola tutta..oggi muoiono un sacco di ragazzi...via

29
02 Dic 2010
alle 18:27

davide

sono un ragazzino di 15 anni ,io amo la boxe ed è uno sport stupendo ,lo so che si rischia ma la vita è fatta di rischi se non ti muovi a provare a superarli rimarrai sempre chiuso in te stesso rischio significa anche paura ,è se sei un uomo le paure si superano

28
29 Ott 2010
alle 22:35

FRANCESCO CUTRUZZULA'

TUTTE LE ATTIVITA' UMANE SONO PIU' O MENO RISCHIOSE, OGNUNO PUO' RISCHIARE QUANTO, QUANDO, DOVE RISCHIARE. SE VAI LA DOMENICA ALLO STADIO OPPURE TI TROVI A PASSARE NELLE VICINANZE POTRESTI ESSERE UN UOMO MORTO. LA CIRCOLAZIONE STRADALE PROVOCA MIGLIAIA DI MORTI/ANNO; POI LA DROGA, IL FUMO, L'INQUINAMENTO, QUINDI............

27
11 Ott 2010
alle 06:41

bisciodj

sono cresciuto con i film di rocky e i cartoni animati rocky joe,sugar e conpagnia bella come posso non amare la boxe...sul ring non ci salgo,perchè farmi macellare la faccia che poi le belle straniere di rimini non mi vogliono piu...basterebbe mettersi dei bei cachetti integrali come le moto e poi giu con le botte:-)

26
22 Set 2010
alle 12:07

Criswtbox

Ho 36 anni e Dopo 15 anni di arti marziali , in particolar modo nella difesa personale, e' da qualche mese che sto' praticando boxe e la mia opinione personale e' tutta a favore di quest' ultima , e' veramente un gran bello sport e indubbiamente mi ritengo fortunato per avere un allenatore (ex nazionale italiana) a cui sta' veramente a cuore l'incolumita' dei suoi atleti e riesce comunque a farti dare l'anima quando ti alleni . I rischi il piu' delle volte sono causati dalla stupidita' e dall' ego delle persone e come sopra avere un allenatore attento anche a questo e' una cosa fondamentale per far allenare TUTTI bene , in armonia e nel massimo della sicurezza  .A conclusione mi sento di dire che mi dispiace non aver conosiuto questo bello sport prima ! Allenatevi bene e pensate a stare bene !!

25
12 Lug 2010
alle 15:40

giuseppe

ciao a tutti sono un ballerino di hip hop incapace di menare..e mai capitato grazie a dio di incappare in liti...fortuna???spero di si..cmq sono 4mesi ke faccio pre pugilistica...sia per curiosita visto ke mi piace faticare a livello fisico ke per sicurezza,,,dico solo ke sono innamorato della serieta efficacia di questo stupendo sport....nel mio caso ha migliorato le prestazioni atletiche ke servono a me nel ballo piu quelli estetike...sono squartato!!!non ti rompi niente,,,anzi vedi solo benefici..ovviamente non sono ancora mai salito sul ring...anzi siper fare le mosse de wrestling..eehhh..pero mi piacerebbe anche se ho ancora fifa..eehhh nel mio caso è scontato...w  le boxe insegnata da gente seria e competente

24
13 Giu 2010
alle 03:30

Fabio de Belvis

Concordo con te alby, io pratico questo sport da anni e nei miei commenti precedenti, che invito a leggere, non ho negato i problemi che possono derivare dalla boxe, ho solo detto che fino a pochi anni fa non esistevano una serie di accorgimenti che escludeva il 99% dei rischi dati dal pugilato.

Rimane il fatto che si sta parlando di uno sport da combattimento e chi sale sul ring deve essere informato adeguatamente sui rischi che corre. Il praticante, a questo proposito, è sottoposto a costanti controlli medici,  ed è obbligato a leggere ed accettare i regolamenti ed i rischi. Sta quindi ad allenatore, praticante ed organi competenti informare ed informarsi adeguatamente. A tal proposito consiglio di scegliere con accuratezza le palestre da frequentare, basandosi proprio su questo fattore.

23
21 Apr 2010
alle 12:41

alby

A parte i commenti beceri di chi, come saimons, ha messo molta rabbia e poca testa affermando che qualcuno vuole "diffamare" il pugilato (??) mi pare che sia stata toccata una nota dolente! 

voglio dire, per qualche forma di orgoglio qui nessuno che pratica boxe è disposto ad ammetterne i rischi!

giusto un paio di settimane fa ho incontrato in palestra un ex pugile professionista (ormai quasi 60 enne) e questo non riusciva a parlare in modo comprensibile! non si capiva neanche un "ciao"..aveva traumi enormi.. ora, io non ho mai conosciuto un calciatore con lo stesso problema (e si che i calciatori sono molto di più)! ma mi pare evidente (al di la di questa esperienza) che il pugilato (quello serio) può portare a conseguenze gravi! voglio dire.. non ci vuole un genio per capire questo! 

ciò non significa che sia giusto eliminare la boxe, ma è giusto mettere la gente a corrente dei pericoli che corre! così come sui pacchetti delle sigarette c'e scritto : "provocano cancro" chi pratica boxe (incontri) deve sapere quello che rischia.. 

 

22
14 Gen 2010
alle 00:51

zippo

Devi avere un documento che dimostri che hai 5 anni di meno ahahaha! Non puoi fare agonismo a 40 anni! Dovevi pensarci vent'anni prima... :-)))

21
22 Ott 2009
alle 08:11

michele

ho 40 anni frequento palestra pugilato ma per salire sul ring che documenti devo avere essendo fuori dal tesseramento pugilistico

20
12 Ott 2009
alle 19:51

Jacopo

Ringrazio molto gli utenti SAIMONS e Luca elDane, che portano la loro testimonianza da pugili agonisti, e gettano un po' d'acqua sul fuoco... Questa storia dei danni al cervello mi aveva infilato una pulce nell'orecchio, pensavo al mio vecchio maestro che a 70 anni è ancora svelto e vivace, e a diversi altri pugili anziani che ho conosciuto o dei quali ho visto degli interventi in video, e che mi sono sembrati tutt'altro che rimbambiti. Ma il pensiero va poi anche alle statistiche inquietanti, al mio nuovo maestro che ha avuto un problema traumatico ad un occhio... Io ho 26 anni, sono quasi quattro anni che mi alleno in palestra, e a Marzo prossimo dovrò sostenere il match d'esordio. L'emozione c'è, perchè non sono molti ad esordire alla mia età, normalmente il pugilato si comincia da piccoli. Ma voglio avere la testa sgombra da paure e titubanze varie, e vedere di incominciare la mia breve e spero dignitosa carriera da dilettante nel migliore dei modi. Aggiungo anche un'altra cosa: se devo rischiare la mia integrità fisica, così sia. Il gioco vale la candela secondo me, la bellezza del pugilato e le cose che ho imparato dai maestri, dai compagni della palestra, e quelle che imparerò dai futuri avversari, dalla pratica e dalla conoscenza di me stesso, della mia forza e delle mie debolezze, io credo che tutto questo valga il rischio di procurarsi un danno fisico, che se dovesse avvenire, io accetterò serenamente perchè questo sport mi piace una cifra, cazzo.

 

19
24 Giu 2009
alle 12:25

gino

ha dimenticavo ho 15 anni

18
24 Giu 2009
alle 12:21

gino

non capite un cazzo tutte cazzate e un sport bellissimo e poi ci sono mille controlli e prima di abolire questo sport sene dovrebbero abolire molti altri....... io lo faccio da molto e sto benissimo faccie di minkia

17
14 Feb 2009
alle 12:42

SAIMONS

quante stupidaggini ho letto qui sopra.Io dico soltanto una cosa se una persona è ignorante sull argomento stia in silenzio.Allora prima di parlare premetto ke sono 1 pugile dilettante da diversi anni con 30 match di pugilato e posso dire ke alcuni riski si corrono ma nel professionismo e poco nel dilettantismo quindi sarei grato se la smetteste di diffamare il pugilato,poi ok si corrono alcuni riski ma quanti rischi peggiori si corrono con altri sport?il pugilato come gia stato detto in 1 articolo precedente è passione e sacrificio e se hai passione e ti piace sei disposto a correre alcuni riski xke l emozione ke provi a salire su 1 ring nn la provi in nessun altro modo secondo me. kmq vi ripeto la cosa piu importante:SMETTETELA DI DIFFAMARE IL PUGILATO!!!finisco il discorso citando una frase: "SE UN UOMO NN E' DISPOSTO A RISKIARE X LE PROPRIE IDEE NN VALE NULLA"                                                       

16
08 Feb 2009
alle 12:41

Dax

Ho 24 anni, ho conosciuto la boxe tre mesi fa e nessuno sport prima d'ora mi aveva mai appassionato come questo..non penso ad altro tutto il giorno, mi piace lo sforzo fisico,mi piace mettermi alla prova..l'ho fatto...tre giorni fa sono salito sul ring per fare guanti..ho preso tanti pugni ma questo non mi ha fatto passare la voglia di imparare e migliorare..allo stesso tempo devo ammettere che la paura di andare incontro a danni celebrali ogni tanto si presenta....

15
18 Gen 2009
alle 16:30

Maurizio

sono un uomo di 43 anni e mi alleno in una palestra di pugilato da 2 anni .Ho sempre praticato sport da combattimento in particolare box cinese/sanda ma se potessi ritornare indietro con il tempo farei solo esclusivamente il pugilato .E' veramente "La nobile arte " ,non è per tutti ma solo per uomini veri! Richiede molta preparazione e molta intelligenza e quello che si prova quando ci si confronta con un altra persona sul ring è unico!E' importante,affinchè ci sia la sallvaguardia dell'integrità fisica ,che gli atleti siano di pari peso e livello; paradenti ,caschetto e conchiglia!Rispetto e lealtà  verso l'altro e..... "boxe" al suono della campana!!!    

14
24 Nov 2008
alle 23:38

luca elDane

Sono un ex  pugile "purtroppo" per età.

ho praticato la BOXE per 16 anni consecutivi, non ho molti incontri, ma ho fatto molto i guanti, e tutti i colpi che ho preso li riprenderei e anche di piu ; non per sadomasochismo ma per aver dimostrato tutti quei giorni di palestra, invece di andare a drogarsi o che altro , che scontri cosi diretti bisogna essere capaci di sostenerli e dimostrare, che nella vita di tutti i giorni non te lo permette, quel tuo coraggio piu vero e sincero. Tramite la BOXE ci si conosce anche con i propri limiti ; e tutto nella vita ha un preavviso VIVA la BOXE e non certe palestre che sono molto distanti da cosa è la Boxe  Facevo 100 KM a sera per allenarmi per piu di 4 anni (a prendere botte ) risultato non sono mai stato un delinquente drogato........ciao grazie.....    

13
13 Nov 2008
alle 18:11

Martin

Ho mollato il pugilato a 17 anni dopo tre mesi di allenamento. I miei genitori sono riusciti a convincermi a mollarlo per il fatto che mi avrebbe daneggiato il cervello. Adesso ho 32 anni e non credo di aver perso nulla dalla vita. Posso confermare che è uno degli sport più affascinanti e completi che esistono. Non si può non provare un amirazione per degli eccellenti atletti. Non sono dacordo con il fatto di vietarlo. Però è molto importante informare sia dei "pro" che dei "contro". Non ci vuole molto per capire che questo sport faccia male. Anzi, alle volte fa molto male. Alcuni danni restano permanenti. Un mio amico pugile sveniva spesso e non riusciva a concentrarsi durante le lezioni a scuola. Provato a dirlo a lui che è la boxe è l'arte nobile. Ognuno può fare quello che vuole della propria, certo le gare con la moto possono fare molto più male ma questo non significa che oggi a 32 anni sono contento di aver mollato il pugilato 15 anni fà.

 

12
07 Ott 2008
alle 13:46

Fabietto

io pratico pugilato da 2 mesi e mezzo e ieri per la prima volta sono salito sul ring e purtroppo ho preso molti cazzotti in faccia ed ora vorrei gettare la spugna....anke se il maestro vorrebbe tesserarmi come dilettante...io ho imparato ad amare questo sport in sti 2 mesi ma rimango un po titubante quando scopro tutti gli  effetti negativi ke potrebbe causare ....voi ragazzi cosa mi consigliate??????????   

11
31 Lug 2008
alle 13:39

Federico

La boxe, sebbene sia evidente che comporti talvolta temporanei e lievi traumi, non deve essere assolutamente considerata uno sport pericoloso poichè  coloro che manifestano patologie gravi sono solamente una minima percentuale rispetto ai praticanti totali; a conferma di ciò basta confrontare il numero di persone che ognuno ha visto uscire in barella da un campo di calcio (anche ad un livello amatoriale) con quelle che sono uscite da un ring su un lettino. Purtroppo la sensibilità di coloro che non praticano il pugilato può essere maggiormente impressionata poichè il contatto fisico è più evidente;  di fatti una valutazione superficiale oscura la reale anima ed essenza della boxe:i principi di lealtà, umiltà, rispetto e correttezza assoluta nei confronti dell'avversario. Questi insegnamenti vengono fin da subito percepiti ed interiorizzati anche dal neofita, poichè si comprende che lo scontro sul ring è anzitutto tattico, quindi intellettuale, e successivamente fisico!! L'unico modo, quindi, per poter avere dei miglioramenti delle prestazioni è quello di combinare un'armonica prestanza mentale con quella muscolare. L'allenamento, il sacrificio, il rigore morale e la dedizione sono dei fattori fondamentali per un vero pugile, ma non per un calciatore!!!!!! Troppe volte  purtroppo ho avuto testimonianze di miei coetanei che durante le partite e gli allenamenti di calcio cercassero un scontro fisico con l'intenzione di ferire l'avversario o talvolta si verificassero risse per futili motivi. Nella boxe ciò non è nemmeno immaginabile poichè esiste quasi una sorta di venerazione per la figura dell'avversario, poichè si comprende che anche lui vive le stesse emozioni, fatiche e tensioni. Mi dispaice dirlo, ma credo che sia molto meglio che i medici continuino a fare i topi da biblioteca piuttosto che sentenziare riguardo ambienti ed attività a loro sconosciute, o che conoscono solo attraverso casistiche, statistiche e percentuali!   

 

10
22 Mag 2008
alle 13:38

Giuseppe

E' uno sport bellissimo che ho praticato e che seguo quando posso..è ovvio che negare i rischi che comporta un attività agonistica a lungo termine è cosa sciocca!!!...Senza scomodare gli studi di medicina,alcuni grandi campioni soffrono ed hanno sofferto di demenza in seguito ai colpi ricevuti durante la loro attività (Emile Griffith, Jerry Quarry..anche il grande Archie Moore era piuttosto provatoa fine carriera)..Parliamo ovviemente di un certo livello non del semplice allenamento in palestra...E poi siamo alle solite c'è chi arriva a 90 anni con una bottiglia di grappa al giorno e chi se ne va a 40 per la stessa cosa...

9
05 Mar 2008
alle 22:48

mille

Ciao a tutti. Sono le solite sciocchezze che fanno notizia. perchè non smettono di vendere auto visto la gente che ci crepa? Faccio pugilato da poco e ancora non ho fatto ring ma vi assicuro che si tratta di un' attività sana come poche altre e basata su un rigore e principi (la lealtà, la disciplina, il rispetto) assoluti. I fighetti con le tutine firmate e i fanatici stanno fuori. Ovvio che - come TUTTE le cose - va fatto con criterio. Importante la serietà dell'allenatore (se è un ex boxeur lo è). Poi - come si dice in palestra - il dolore è parte della boxe, a partire dall'allenamento, durissimo. Che fa parte della vita, mette alla prova, tempra. E, cmq, è inutile cercare di rimuoverlo. C'è ed è meglio esser pronti. Ma se ne hai paura fai altro...

8
13 Gen 2008
alle 23:39

Mattia

Come si disse stallone nel film rocky 5...io credo che quei dottori non debbano combattere!!!

Il pugilato è una passione ed una persona lo fa sapendo i rischi che corre....non serve che c'è lo ricordino........

7
07 Dic 2007
alle 15:04

sasuke

e basta! non se ne può più !

se aboliamo tutto ciò che non fa bene come si fa ?

non mi piace un incontro di boxe se non ci scappa il morto sinceramente e spero di morire così

6
18 Nov 2007
alle 16:46

Salvo

Io pratico il pugilato da solo due mesi e dirò soltanto una cosa. Non sono un appassionato di sport, ne ho provati molti ma spesso mi annoiavo. Non mi piace neanche tanto il calcio che invece è lo sport per eccellenza in Italia. Da quando faccio boxe invece penso solo a questo. Anche a casa mi alleno sulle combinazioni e sulle schivate. Non ho mai provato una sensazione di benessere tale (eppure ho fatto un anno di fitness). Oggi credo proprio che vige troppa ignoranza in Italia su uno sport che invece da molto. Basti pensare che la prima cosa a cui pensa una persona quendo le si dice di fare boxe è il naso rotto. Eppure nessuno pensa che nei campi di calcetto quando si gioca c'è sempre un sacco di gente che si infortuna. Sarò esagerato ma sinceramente fra non poter camminare per sei mesi per legamenti lesionati ed una frattura del naso credo che la mia scelta ricadrebbe sulla seconda. Senza contare che comunque non tutti si rompono il naso (io ancora non l'ho rotto e neanche alcuni amici miei che lo praticano da molto più tempo) e che non è necessario romperselo (come credenza popolare vuole) per fare boxe. Tra l'altro preferisco il pugilato anche al Thai o alla kick boxing ma...de gustibus. Come sempre per la cronaca ci dev'essere un capo epriatorio. Come dice l'articolo nel rugby sono stati riscontrati solo 2 casi di encefalopatie traumatiche e guarda caso i medici erano inglesi. Evidentemente se fossero stati italiani avrebbero detto che i 2 casi erano per i calciatori. Anche se ancora non sono pronto a salire sul ring, non vedo l'ora che arrivi il momento. Esorto tutti a fare anche solo come me (allenamento e qualche ripresa soft per capire come vanno le cose) e ad avvicinarsi in una palestra seria di boxe (ancor meglio una "Scuola di Boxe" dove si fa solo quello). Vedrete che vi ricrederete su tutto!

5
09 Nov 2007
alle 18:32

Davide Santoni

Non so quanti di voi facciano pugilato ma una cosa è certa,qui di certo non si sta comprendendo quello ke significa fare pugilato.Il pensiero comune della gente è ke si va in palestra,si danno dei pugni ad un sacco e poi si sale su un ring.Non è assolutamente così fare pugilato vuol dire sacrificio e passione,e quando questi due pensieri si trovano nella testa di un pugile nulla può fermarlo perchè per un pugile vero sentire questi dati fa tutt'altro ke spaventarlo anzi...Quindi consiglio a tante persone di praticare questo sport senza poi dover salire per forza su un ring perchè quello che viene insegnato sia fisicamente che moralmente in una palestra e con un allenatore serio penso venga insegnato in altri pochi sport.Quindi visto che i dati di tesseramentoin italia sono bassissimi per quanto riguarda la boxe consiglio ai medici di occuparsi a curare le malattie invece di fare inutili allarmismi che allontanano ancora di più i giovani e meno giovani da questo sport

4
08 Nov 2007
alle 03:46

Fabio de Belvis

L'articolo a cui mi riferisco è fortunatamente consultabile anche on line sul sito http://www.bmj.com , è stato pubblicato sul numero del 20 ottobre 2007 del British Medical Journal.

Lo studio aveva come obbiettivo la valutazione di (traduco testualmente) "eventuali rischi di danni traumatici cronici al cervello nella boxe amatoriale ".

La conclusione dello studio ha fatto rilevare che (traduco testualmente) "NON ESISTE un forte evidenza tale da poter associare danni traumatici cronici al cervello alla boxe amatoriale".

Con questo  non voglio certo tappare gli occhi davanti ai rischi di una attività agonistica di questo tipo, e riconosco che un tempo le cose funzionavano in maniera diversa. In Thailandia fino a pochi anni fà si combatteva con le corde immerse nella resina e nei vetri rotti, e di sicuro non era salutare dato che un combattente su tre moriva durante l'attività, come non lo era per gli antichi greci combattere con le mani coperte solo da sottili strisce di pelle (che ovviamente non avevano la funzione di evitare danni permanenti all'avversario, ma solo di limitare la rottura delle ossa delle proprie mani), quindi "mens sana in corpore sano" è un cavallo di battaglia che funziona solo fino ad un certo punto. 

Io sostengo che l'attività pugilistica (e ancor piu' la kickboxing, la muay thai e via dicendo...) crea ATTUALMENTE molti piu' benefici che danni. Il corpo fa continuamente una attività sana, migliorando l'attività cardiaca, la prontezza di riflessi, le risposte muscolari agli stimoli, l'elasticità , la resistenza e l'equilibrio psicofisico. Ricordo che questi sport preparano l'atleta a cavarsela in situazioni dinamiche e non statiche, stimolando la testa, l'intelligenza. La fase di condizionamento (che è parte integrante di un allenamento) aiuta a limitare i danni subiti durante un incontro, così come le protezioni, il regolamento (che NON è quello di una volta) e le tante figure professionali che ruotano intorno a questo mondo.

Quello che sostengo io è che i rischi ci potrebbero essere, ma solo se l'attività viene portata avanti con ignoranza, senza una adeguata informazione e basandosi su vecchie concezioni. Trovo che l'attacco indiscriminato al pugilato sia una cosa ingiusta, dato che i regolamenti si sono evoluti nel tempo, come le protezioni e il livello culturale dei praticanti e degli allenatori/istruttori/tecnici.

Personalmente invito chiunque a partecipare attivamente all'attività pugilistica e agli sport da contatto, a vederla "da dentro" anche senza mai salire sul ring. Fatelo, ma scegliete con cura chi vi "addestra". Fate attenzione che sia una persona che ci tenga ai propri atleti come se fossero i suoi figli, che sia sempre aggiornata sugli studi in questo campo e che non si fermi a semplici e sterili valutazioni dei fatti.

 

3
07 Nov 2007
alle 07:35

Guido Tedoldi

In linea generale la pratica sportiva deve servire a far star bene le persone, non a comprometterne la salute. Già gli antichi intendevano lo sport secondo il precetto della «mente sana in un corpo sano».

Non conosco l'articolo del British Medical Journal cui Fabio de Belvis fa riferimento nel commento precedente, ma in ogni caso è positivo che ci sia l'interesse dei medici e dei ricercatori intorno allo sport della boxe. Se c'è qualcuno che può riuscire a rendere sicuro il pugilato, quel qualcuno probabilmente è proprio un medico.

Adesso come adesso, però, i pericoli ci sono. E il metterli in evidenza mi pare utile ad affrontare correttamente la pratica sportiva. Vale per tutte le discipline, e vale a maggior ragione per il pugilato che nasce come regolazione sportiva di un'arte da combattimento – il cui fine in origine era la soppressione fisica dell'avversario.

Di fronte alla volontà competitiva degli atleti, è scorretto dire: «Non fatelo perché è vietato», benché in alcune nazioni del mondo sia proprio così. Bisogna però almeno far notare che ci sono dei rischi: «Stateci attenti perché potete procurarvi questo, quello e quell'altro danno».

Guido Tedoldi

2
06 Nov 2007
alle 15:44

Fabio de Belvis

Mi spiace ma non sono completamente daccordo con l'allarmismo del suddetto articolo.

 E' vero che negli anni questi problemi sono insorti, ma perché ci si è basati su vecchie concezioni, e spiego perché.

I colpi ricevuti nel pugilato sono catalogabili come concussioni (attenzione, NON contusioni) di entità lieve, lo stesso KO rientra in questa categoria. Potrebbe anche accadere che un colpo da KO possa creare dei problemi ai ponti celebrali, che reggono l'encefalo stabile nella scatola cranica. Per questo motivo agli atleti vengono imposti degli stop che vanno da 1 a 3 mesi proprio per dare il tempo all'organismo di recuperare il danno (seppur lieve) subito. Ad atleti di carico mondiale spesso son stati vietati incontri a seguito di incidenti stradali subito precedenti agli incontri, anche se gli stessi non avevano subito apparentemente conseguenze. Questo in passato non accadeva, e i pugili combattevano anche 2 o 3 incontri alla settimana, protetti poco dalle protezioni retrograde del tempo e ignorandone i rischi. Inoltre, per esigenze di peso, gli atleti andavano spesso incontro a disidratazione, il che aumentava il rischio di rottura dei ponti che reiterandosi creavano le patologie nominate nell'articolo.

E' stata inoltre dimostrata una propensione assolutamente genetica nei pugili con l’apolipoproteina E4 ad avere rischi di carattere neurologico.

 Ricordo che a tutela della salute dei pugili esiste l'arbitro, che impone lo stop non appena valuta la mancanza dei criteri di sicurezza di un incontro, esistono i secondi che seguono unicamente il proprio atleta proprio per tutelarne la salute (ecco il famoso lancio della spugna),  esiste il personale medico e paramedico a bordo ring,per prestare immediato soccorso e per valutare l'entità dei danni subiti dai pugili. Senza contare le numerosissime visite mediche da dover sostenere per poter combattere, con elettrocardiogrammi ed elettroencefalogrammi.

Il caschetto e la diminuzione della durata dei round è secondo me controproducente, per i seguenti motivi:

-I caschetti proteggono da eventuali tagli superficiali e da qualche KO, ma non dall'"incriminata" concussione. In pratica l'encefalo "sbatte" ugualmente all'interno della scatola cranica. Il fatto che l'atleta poi non vada KO con un determinato colpo aumenta il rischio di danni, in quanto l'incontro non si interrompe nel momento in cui dovrebbe, esponendo l'altleta ad ulteriori colpi potenzialmente dannosi.

 

-La durata minore dei round tende a far ignorare agli atleti la gestione delle forze, anzi aumenta la convinzione di dover chiudere l'incontro "subito". Questo espone gli atleti a colpi ancora piu' potenti , dati dalla forza esplosiva e non dalla forza resistente. In breve, un colpo di un atleta stanco è meno efficace di uno che ha appena cominciato un round, ed un colpo di qualcuno che sa di dover combattere 12 round sarà meno potente di un colpo di qualcuno che sa che i round saranno solo 3.

Un buon controllo da inserire sarebbe quello di verificare la presenza dell'allele ApoE4, per scongiurare i rischi genetici.

 A supportare questa mia opinione, la recente pubblicazione del British Medical Journal.

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06 Nov 2007
alle 09:48

Cristina Tagliabue

Ciao Guido

grazie per il commento :-)

ricambio la visita, e a rileggerci allora!!!! 

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